L’andamento dei tassi dei mutui in Europa: analisi, confronto storico e previsioni future

L’andamento dei tassi dei mutui in Europa: analisi, confronto storico e previsioni future

Introduzione

L’evoluzione dei tassi d’interesse sui mutui in Europa, e in particolare in Italia, rappresenta un indicatore cruciale dello stato dell’economia e della politica monetaria. Dopo un lungo periodo caratterizzato da aumenti dei tassi per contenere l’inflazione, il 2024 ha segnato un cambio di rotta. La Banca Centrale Europea (BCE) ha recentemente avviato una fase di allentamento monetario, tagliando i tassi di riferimento di 25 punti base, determinando un effetto immediato sui mutui, in particolare quelli a tasso variabile.


1. Contesto macroeconomico e politica monetaria della BCE

L’inizio del 2024 ha visto un rallentamento delle pressioni inflazionistiche, accompagnato da segnali di debolezza economica nell’Eurozona. In questo scenario, la BCE ha deciso di iniziare a ridurre gradualmente i tassi d’interesse, portando il tasso sui depositi al 2,65% a partire da marzo 2025, dopo un picco del 3,40% raggiunto nell’ottobre 2024 (Confindustria Bergamo).

Questa scelta è stata influenzata non solo dalla decelerazione dell’inflazione, ma anche dalla crescente preoccupazione per un possibile ritorno alla recessione tecnica, che ha portato la BCE a favorire una politica monetaria accomodante, mirando a rilanciare investimenti e consumi.


2. Mutui a tasso variabile: ritorno alla convenienza

Il calo dei tassi BCE ha avuto un impatto immediato sui mutui a tasso variabile, indicizzati principalmente all’Euribor a 3 mesi. Dopo aver raggiunto valori prossimi al 4% nel 2023, l’Euribor ha invertito rotta:

Attualmente, il TAN medio per i mutui variabili a 20 e 30 anni è sceso al 3,44%, contro il 3,69% di inizio 2023. Si tratta del primo ritorno sotto la soglia del 3,5% in oltre un anno, rendendo i mutui variabili più competitivi rispetto al recente passato.


3. Mutui a tasso fisso: stabilità e flessibilità

I mutui a tasso fisso sono generalmente influenzati dal parametro IRS (Interest Rate Swap), che riflette le aspettative sui tassi a lungo termine. Nonostante la BCE abbia tagliato i tassi, l’IRS ha mostrato una volatilità crescente. Dopo essere risalito nel primo trimestre del 2024 fino al 2,76%, l’IRS a 20 anni è calato al 2,66% nel mese di aprile (Mutuisupermarket.it, 2025).

Attualmente, i mutui a tasso fisso offrono un TAEG tra 2,35% e 4,09% per durate comprese tra 20 e 30 anni, con condizioni ancora molto interessanti per chi cerca stabilità nelle rate.


4. Confronto storico dei tassi

Per comprendere meglio l’attuale fase, è utile un confronto storico:

Periodo BCE (depositi) Euribor 3M IRS 20 anni
Gen 2022 -0,50% -0,57% 0,50%
Gen 2023 2,00% 3,05% 2,75%
Dic 2023 3,75% 3,89% 3,10%
Apr 2025 2,65% 2,83% 2,66%

Fonte: Idealista.it (2024), MutuiOnline.it

Il confronto mostra come, dopo un periodo di stretta monetaria per contrastare l’inflazione post-Covid e legata ai rincari energetici, il sistema stia ora assistendo a un riequilibrio con effetti positivi sul mercato del credito.


5. Previsioni per il biennio 2025-2026

I futures sull’Euribor indicano ulteriori ribassi, con tassi previsti:

  • Sotto il 2% da luglio 2025

  • Minimo dell’1,71% a marzo 2026

  • Sotto il 2% fino a maggio 2027

Anche la BCE potrebbe effettuare fino a tre tagli ai tassi entro fine 2025, due dei quali già entro l’estate. Se confermato, ciò consoliderebbe una fase favorevole per nuovi mutui e rinegoziazioni, specialmente su prodotti variabili.


6. Rinegoziazione e surroga: strumenti strategici per i mutuatari

In questo contesto, rinegoziare il mutuo o effettuare una surroga può rappresentare un’opportunità per migliorare le proprie condizioni creditizie. Alcune banche offrono già pacchetti dedicati a chi desidera convertire il proprio mutuo da tasso fisso a variabile o viceversa, oppure ridefinire durata e spread.

La surroga – cioè il trasferimento del mutuo verso un altro istituto bancario – è stata molto usata nel 2023, ma nel 2024 ha visto un lieve calo, data la maggiore stabilità dei tassi. Tuttavia, con le nuove dinamiche previste, potrebbe tornare a crescere.


7. Impatti economici più ampi

Il taglio dei tassi incide anche su:

  • Consumi delle famiglie: con rate più leggere, aumenta il reddito disponibile

  • Mercato immobiliare: maggiore accessibilità al credito favorisce l’acquisto di abitazioni

  • Investimenti produttivi: il minor costo del denaro stimola le imprese


8. Rischi e incognite

Nonostante le prospettive positive, permangono alcuni fattori di rischio:

  • Instabilità geopolitica: guerre commerciali USA-Europa o crisi mediorientali potrebbero riportare pressioni inflazionistiche

  • Recessione tecnica: un peggioramento marcato dell’economia europea potrebbe spingere verso ulteriori tagli, ma anche aumentare la rischiosità del credito

  • Comportamento delle banche: non sempre gli istituti trasmettono integralmente i tagli BCE ai mutui


Conclusioni

Il 2024 ha rappresentato una fase di transizione importante per i tassi dei mutui, con segnali chiari di rientro dopo i picchi del 2023. Le previsioni indicano un ciclo di ribassi progressivi nei prossimi due anni, con effetti positivi su mutui a tasso variabile e opportunità anche per quelli a tasso fisso. È fondamentale, per le famiglie e gli operatori, monitorare costantemente il mercato e valutare rinegoziazioni o surroghe per ottimizzare i costi nel lungo periodo

Nel primo quadrimestre del 2025, la BCE ha già effettuato un primo taglio di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,65% dal precedente 2,90%. Secondo le aspettative del mercato, sono probabili altri due tagli entro luglio 2025, anticipando una politica monetaria più accomodante rispetto alle stime di inizio anno.

Euribor (aggiornato a maggio 2025)

Il tasso Euribor a 3 mesi ha continuato la sua discesa rispetto ai massimi del 2023:

  • Gennaio 2025: 3,14%

  • Marzo 2025: 2,83%

  • Maggio 2025: 2,60% (stima derivata dai futures e osservatori di mercato)

Secondo i futures scambiati sul mercato Liffe di Londra, il tasso dovrebbe raggiungere l’1,95% a luglio 2025 e 1,71% a marzo 2026, confermando la tendenza al ribasso.

IRS (Interest Rate Swap) – Maggio 2025

I dati più aggiornati mostrano un IRS in lieve discesa:

  • IRS 10 anni: 2,70%

  • IRS 20 anni: 2,66%

  • IRS 30 anni: 2,65%

Nonostante un trend volatile nei primi mesi del 2024, la discesa dei tassi BCE e l’assenza di nuove pressioni inflazionistiche hanno riportato l’IRS su livelli più bassi.

Mutui a tasso variabile:

  • TAN medio 20-30 anni: 3,44%

  • In discesa dal 3,69% di gennaio 2024

Mutui a tasso fisso:

  • TAEG medio 20-30 anni: tra 2,35% e 4,09%

  • Ancora molto competitivo grazie alla stabilizzazione dell’IRS


5. Previsioni fino al 2026

Periodo Euribor previsto IRS previsto (20 anni)
Luglio 2025 1,95% 2,60%
Marzo 2026 1,71% 2,50%
Maggio 2027 < 2,00% 2,55%

Il trend appare coerente con un ciclo di graduale allentamento monetario, in risposta a preoccupazioni per la crescita economica in Europa.

Luigi Ragone